vibraimage

Categorie

Promo

Categorie: Novità

Ecco la telecamera che “scopre” i terroristi. 

Intervista a Daniele Gullà, detective dell’invisibile.

4/8/2016 – L’Europa è sotto un attacco terroristico senza precedenti, che non ha confini ed è basato su migliaia di cellule dormienti, islamici fondamentalisti o persone teoricamente insospettabili, pronte ad entrare in azione dovunque.

Nessuno, è triste riconoscerlo, è al sicuro: mai come oggi per gli Stati e le organizzazioni civili la sicurezza del cittadino è diventata il problema numero une. Perché garantire la sicurezza è anche il principale antidoto alla paura di massa.

Tuttavia, mentre  si discute molto sulla genesi del terrorismo antioccidentale, si parla poco del problema oggi più assillante,  vale a dire gli strumenti per garantire la sicurezza in una situazione nuova, in una guerra – perché di guerra si tratta – che non sarà mai risolta solo con una risposta strettamente “militare”.

Daniele Gullà

A scendere in campo con una proposta high tech, che in molte situazioni potrebbe rivelarsi risolutiva, è “l’investigatore dell’invisibile”Daniele Gullà, esperto forense, ideatore di macchine fotografiche capaci di catturare le tracce lasciate anche da pochi fotoni, pesonaggio televisivo e che da tempo partecipa alle ricerche organizzate da Nicola Tosi  sullo straordinario fenomeno delle “sfere di luce” sulla Pietra di Bismantova e in Appennino.

In questi mesi Gullà ha lavorato a un sistema che permette di rilevare lo stato emotivo delle persone attraverso la videosorveglianza, e ciò  attraverso una foto-videocamera molto speciale, denominata “Securcam“, un software estremamente avanzato e un computer dedicato. E’, per dirla in breve, l’unico sistema per individuare a distanza, persone in stato emotivo alternato, e fra queste i terroristi. Non è fantascienza, non sono racconti del mistero, ma è una realtà del mondo digitale.

Costruttore delle macchine fotografiche  “Futura” e “Lisa”, che a livello sperimentale hanno rilevato persino i passaggi dei flussi di energia tra le persone, Gullà ha perfezionato un sistema di rilevamento che già nel 2013 ha permesso di individuare attraverso le immagini i responsabili dell’attentato alla maratona di Boston dell’aprile 2013, due bombe costate tre morti e numerosi feriti e per le quali è stato condannato il ceceno Džochar Carnaev.

Reggio Report ha incontrato l’Investigatore dell’invisibile di recente, proprio nel corso di una missione di rilevamento compiuta  insieme a Tosi, e ha parlato con lui di sicurezza e delle applicazioni possibili per i suoi meravigliosi “oggetti” che catturano e fissano in digitale ciò che sino a ieri non poteva essere neppure immaginato.

“E’  bene precisare che parliamo di tecnologie fra le più avanzate, ma disponibili sul mercato. Ho ribattezzato il sistema Fast Security – spiega Gullà – Utilizza un software Honeywell  che a sua volta necessita di un computer con sistema operativo Ms Windows2″.

Come funziona?

“Il software con telecamera è in grado di identificare, in un gruppo di persone,  quelle che presentano livelli di instabilità e tensione. Fast Security è basato sul rilevamento del tremore di muscoli, nervi e movimenti del capo.  Attraverso speciali algoritmi di interpolazione brevettati è in grado di analizzare in tempo reale una serie di parametri psicofisiologici quali  tensione, ansia, aggressività, nervosismo, stress e non ultimo la pericolosità latente delle persone anche in caso di mascheramento posticcio”.

L’immagine attraverso cui è stato individuato l’attentatore di Boston, col rilevamento a distanza dello stato emotivo

Come li

Quali garanzie offre, dal punto di vista del funzionamento?

“Un sistema simile è utilizzato da anni da forze speciali di alcuni Governi in paesi stranieri. La procedura è validata e fornisce una precisione di rilevazione del 92% – precisa Gullà – Con il sistema implementato da sviluppare, “Emotion Security”, si possono ottenere informazioni attraverso due modalità principali di analisi software: “Face & Human Body Gesture” , basato sul movimento del corpo o micromovimenti dei muscoli facciali e sul comportamento emotivo generale dell’individuo; Fast, invece,  è basato su micro e macro movimenti del capo o del corpo.
I dati rilevati si possono vedere in tempo reale su monitor e si possono memorizzare, attraverso un software, come filmati AVI su PC.
Le esperienze attuali sono state eseguite con un software e la camera collegata al PC. Il progetto di sviluppo prevede di implementare il sistema direttamente sulla camera tanto da essere indipendente dal software, che sarà internamente la camera”.

Un ultras in stato di alterazione individuato dal sistema Fast Security

In questo modo – aggiunge – “attraverso pacchetti software differenti caricabili, queste camere diventeranno delle vere e proprie “unità intelligenti” che si potranno istruire in modi diversi a secondo delle esigenze: sicurezza strategica, sicurezza perimetrale, sicurezza stradale etc.”.

Dove e come può essere utilizzato?

“E’ ideale per la sicurezza e il controllo di aree protette e di posti pubblici quali aeroporti, stazioni, porti, metro, tribunali, comuni, parchi pubblici, stadi, teatri, discoteche, biblioteche, chiese, scuole, centri commerciali e altri luoghi di socializzazione.  La verifica dello stato psicofisiologico di una persona, normale o alterato, attraverso l’immagine può aiutare a evidenziare l’eventuale uso di sostanze psicoattive quali droghe o alcool. Non solo: renderebbe più facile prevenire l’entrata di persone instabili potenzialmente pericolose in siti o locali pubblici o in aree di accoglimento profughi per la classificazione di eventuali persone sospette.
· Infine, sistema di videosorveglianza intelligente consente di salvare in automatico tutte le facce dei passanti o solo di quelli pericolosi, e di generare anche un avviso sonoro di pericolo”.

Daniele Gullà con la sua macchina “Futura”

In questi giorni ricorre l’anniversario della strage di Bologna che il 2 agosto di 36 anni fa costò 85 morti. E’ azzardato affermare che, se all’epoca fosse esistito un sistema del genere, l’attentato poteva essere sventato in tempo? “Difficile dirlo – risponde Gullà – La tecnologia digitale, i sistemi video diffusi, il web hanno cambiato completamente la nostra vita e le nostre abitudini. La storia non si fa con i se e con i ma, tuttavia mi sento di affermare che almeno avremmo avuto la possibilità concreta di individuare i terroristi. Oggi questa è una realtà, la tecnologia offre possibilità senza precedenti che non possono essere ignorate”.

(pierluigi ghiggini)
info: Daniele Gullà, gulladaniele@alice.it ,
 gulladaniele@libero.it,  tel. 339-3131594

www.vibraimage.it

Per info commerciali: info@tommesani.it

Se ti va condividi questo articolo

Add a comment

 (with http://)